
Il filosofo Edgar Morin sostiene che l’essere umano separa una parte del mondo per modellarlo secondo la propria creatività, per costruire un rifugio protettivo permanente. Mentre il bisogno di possedere una dimora è permanente, è mutevole lo stile con cui ognuno, ogni gruppo la costruisce rendendola abitabile.
Il “fare casa” richiama non solo il bisogno del singolo individuo ma anche quello della comunità e diviene valore di accoglienza, di ascolto e dialogo con ogni diversità.
La necessità di “fare casa” si incontra con l’etica e a volte può persino sfuggire al linguaggio normativo della morale e delle istituzioni.
La mostra fotografica “Abitare: non solo casa” va dunque oltre la semplice definizione di casa come spazio fisico.
Attraverso una selezione di scatti di fotografi contemporanei, l’esposizione invita a riflettere sulle molteplici forme che l’abitare assume nella società contemporanea, dal rifugio intimo alla dimensione collettiva della città, fino ai territori del nomadismo e della precarietà.
Il percorso espositivo si snoda tra immagini che ritraggono interni domestici vissuti e personalizzati, paesaggi urbani in trasformazione e situazioni di marginalità, offrendo una visione ampia e articolata di cosa significhi avere (o non avere) un luogo da chiamare casa. Le fotografie non solo documentano, ma interpretano la realtà con un linguaggio visivo potente, capace di trasmettere emozioni e sollecitare interrogativi sul nostro rapporto con lo spazio abitativo.
Uno degli aspetti centrali della mostra è il confronto tra la stabilità della casa tradizionale e le nuove forme di abitare dettate da esigenze economiche, sociali e ambientali. Dai micro-appartamenti metropolitani agli spazi condivisi, dalle case mobili alle abitazioni di fortuna, la fotografia diventa un mezzo per raccontare la mutevolezza del vivere contemporaneo.
Parallelamente, l’esposizione si sofferma sull’abitare come esperienza personale e intima, rivelando storie di individui e famiglie attraverso ritratti ambientati che esprimono identità, appartenenza e memoria. Ogni scatto è un frammento di vita, un’indagine visiva sul modo in cui costruiamo e trasformiamo gli spazi che ci circondano.
“Abitare: non solo casa” si configura quindi come una mostra che va oltre la semplice rappresentazione di edifici e interni, per diventare un racconto corale sulla condizione umana e sulle molteplici modalità di abitare il mondo. Un’occasione per riscoprire, attraverso la fotografia, il valore simbolico e sociale del luogo in cui viviamo.
La mostra non si limita a esporre fotografie, ma offre anche l’occasione di riflettere su dove si abita
Abitare: non solo casa
Dal 18 marzo al 10 aprile 2025
Inaugurazione il 18 marzo dalle 16 alle 19
Città Metropolitana – Roma Capitale
Villa Altieri – Palazzo della Cultura e della Memoria Storica
Viale Manzoni, 47
Roma
Dal lunedì al giovedì 8-18 il venerdì 8 – 14
Se il cancello è chiuso, suonare al citofono
Sono presenti le fotografie di: Monica Barberini, Michele Biondi, Eleonora Del Brocco, Silvana Di Stefano, Marco Gianinazzi, István Stefan Gyalai, Gianleonardo Latini, Luigia Martelloni, Maria Pia Michieletto, Maria Luisa Paolillo, Olivier Paravel, Maria Luisa Passeri, Daniela Passi, Graziella Reggio, Barbara Schaefer, Arianna Tedesco, Victoria Thomen.
La foto dell’iniziativa è di Daniela Passi
Promossa dalla Fondazione MAGIS ETS
in collaborazione con Artisti Oltre i Confini
A cura di Gianleonardo Latini
Come arrivare:
Raggiungibile con Linea Metro A – Fermata Manzoni
Linee Autobus e Tram 3, 360, 590
Per informazioni e su appuntamento:
tel. + 39 06 69 700 32 – 3396656075