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La barca è piena

In Europa, modificando l’antico adagio, si può affermare che nessuna notizia è una cattiva notizia per la sempre più incipiente mancanza di unità. Sull’Economist di fine maggio svettava il titolo The sleepwalkers (I sonnambuli) riferito all’incapacità di reagire nella zona euro. Questa apatia non ha solo attecchito nei 17 paesi che adottano la stessa moneta, ma ha contagiato anche gli altri dieci non solo per una energica ripresa economica, ma anche per la sempre più evidente incapacità di avere una comune posizione in politica estera, come dimostra la recente non decisione rispetto all’embargo per le armi all’Opposizione siriana, alla quale l’Europa sembra alquanto simile per la sua frammentazione e la sua incapacità di trovare una leadership. La crisi dell’Europa non è solo dell’euro, ma della comunione di intenti: assodato che tutti vogliono stare bene, non si comprende come e a spese di chi.

La Commissione europea ha aperto con cautela una discussioni sull’immigrazione e le possibili correlazioni con la povertà. Bruxelles vuole prove concrete di fatti e cifre prima di addossare tutta la colpa della crisi sulle spalle di chi attraversa deserti e mari in cerca di un luogo dove poter vivere. Il legame più evidente tra immigrazione e povertà è che chi fugge dai propri luoghi nativi per poter continuare a vivere non ha la possibilità di portarsi dietro il poco che possiede. Lascia tutto e diventa un indigente in un paese libero che vuol chiudergli le porte in faccia solo perché vuol usufruire fraudolentemente degli stessi benefici del cittadino legalmente riconosciuto in quel paese.

In Gran Bretagna aumenta l’indigenza con oltre 500mila persone costrette a utilizzare banche alimentari e il governo limita l’accesso ai servizi sociali ai soli possessori del passaporto britannico.

La Germania accusa l’Italia di distribuire permessi di soggiorno e denaro ai profughi africani perché scelgano di vivere altrove. Migranti che poi vengono respinti e condannati a vagare.

La libera circolazione di persone e merci sarà rivista e corretta per limitare la circolazione anche degli stessi cittadini europei, sulla cui testa incombe la spada di Damocle di un foglio di via per il proprio luogo d’origine. Se questo è il possibile futuro che si prospetta per gli europei meno abbienti, si può immaginare quale destino aspetterà a chi proviene dall’altra parte del Mediterraneo. Più che sonnambuli appaiono sempre più simili a degli zombi affamati del loro individualismo, gridando sempre più veementemente “IO” e utilizzando il “noi” solo quando c’è da spartire i resti della dignità.

 

In viaggio con il piano

Intraprendere un tour con un pianoforte sopra un camion per portare la musica in più luoghi possibili è la missione che Alessandra Celletti si è prefissata. Un progetto, quello di “piano piano on the road”, tanto ambizioso quanto proteso verso un Mondo migliore, dove la bellezza dell’arte non sia solo un’utopia snobbata da molti, ma una realtà alla quale serve un aiuto per realizzarsi

Alcuni comuni hanno dimostrato interesse all’iniziativa, ma in questo periodo di ristrettezze nessuno ha un centesimo. Per questo motivo la compositrice e musicista Alessandra Celletti ha attivato una pagina su MusicRaiser, un sito specializzato nella diffusione di progetti di ambito musicale, progetti che aiuta a realizzare attraverso una richiesta di finanziamenti (anche minimi) da parte di chi crede e ama il progetto.

Con delle “ricompense” da 2 euro in su si può aiutare Alessandra Celletti a promuovere la musica anche in luoghi sperduti, offrendo la musica classica di Baldassare Galuppi o di Eric Satie, ma anche il blues e il rock sino alla contemporanea di Philip Glass, oltre all’elettronica di Joachim Roedelius o la musica “sacra” del suo cd Chi mi darà le Ali. Un excursus sul cosmo musicale da portare a conoscenza di quante più persone possibili, grazie anche a chi vorrà essere un finanziatore dell’iniziativa.

Alessandra Celletti ha calcolato di raggiungere la somma di 6mila euro per poter intraprendere il viaggio tra città, paesi e frazioni, per coprire la spese correnti: l’autorizzazione di occupazione di suolo pubblico, l’allaccio gratuito alla corrente elettrica per l’amplificazione del piano e l’illuminazione, il vitto e l’alloggio (anche in B&B o agriturismo) per due persone e soprattutto per coprire le spese di viaggio (carburante/pedaggi/manutenzione). Alessandra ha una trentina di giorni per trovare poco più di mille euro che le mancano per rendere reale il progetto di portare la musica dalle Alpi al Mediterraneo.

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Storie vere del Mediterraneo

Lo scrittore François Beaune si è fatto animatore della “raccolta”, nei diversi luoghi del Mediterraneo, di storie. Una memoria di una singola comunità che si confronta con le altre per dar vita ad una biblioteca digitale di storie vere raccontate in tutte le lingue di questa parte del mondo.

Una raccolta di testi, documenti sonori e registrazioni video (meno di cinque pagine o di dieci minuti) consultabili su un sito dedicato a Histoires vraies de Méditerranée.

La sfida di questo progetto collettivo consiste nel condividere storie, sono già centinaia quelle caricate sul sito, ovvero fare in modo che queste storie viaggino, si traducano e si trasformino in racconto.

Un’iniziativa di una biblioteca digitale di storie vere raccontate da persone che vivono lungo il Mediterraneo, in tutte le lingue di questa parte del mondo, nasce in occasione di Marsiglia-Provenza 2013 Capitale Europea della cultura.

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Europa e i suoi aspetti

Testare l’europeismo dei cittadini dei diversi stati presenti nel Continente non solo al livello comunitario o nel circuito dell’Euro, ma anche di quelli che si pongono in una situazione di attesa o di completa neutralità, è l’intento del Goethe-Institut, insieme all’emittente radiofonica Deutschlandradio Kultur e al quotidiano Die Welt come media partner, con il sondaggio online EUROPA-LISTE.

Tra i monumenti si può pensare al Muro di Berlino come monito perché non possa accadere più o la Sagrada Familia di Barcellona come simbolo di un’Europa incompiuta e che si sta formando.

La Porta di Brandeburgo o la Torre Eiffel sono scelte scontate come il Colosseo o la Westminster Abbey. Il Partenone può essere scelto come simbolo della democrazia, ma anche come la vittima delle bramosie britanniche nel saccheggiare i tesori altrui, con la rimozione di alcune delle sculture ora in mostra al British Museum. Un destino simile a quello della maggior parte delle opere dell’antica città di Pergamo in Anatolia (oggi in Turchia) che oggi arricchiscono il Museo di Pergamo a Berlino.

Forse non è necessaria la monumentalità dell’opera per essere scelta come rappresentativa dell’Europa. Ci sono tanti “piccoli” monumenti, come quello custodito nella cappella Portinari nella chiesa di sant’Eustorgio a Milano, sparsi per l’Europa realizzati nel secolo gotico dove la raffigurazione e la decorazione si mostra simile in gran parte del Continente. Un esempio di monumento che l’Europa mostra come scultura narrativa.

Un’iniziativa per far vivere l’Europa, permettendo alle persone di esprimere le proprie aspettative per andare oltre la crisi economica attuale e la propria idea di un’Europa che sia anche culturale.

Inventariare l’Europa e l’idea che hanno gli “europei”, oltre ai nostri vicini del Mediterraneo e dell’est di questa timida realtà in divenire.

Inventariare l’Europa nelle sue eccellenze, attraverso l’immaginario europeo, per trovare il monumento simbolo o la cucina più apprezzata.

L’Europa è il tema anche dell’iniziativa promossa dalla Rai dedicata ai Nuovi Talenti per l’Europa 2013, per avere l’occasione di vincere una videocamera Hd.

Come fare è esplicato nella pagina dei link alla sezione “Cittadini Europei”, oppure puoi giocare con Mario e il suo Test interattivo, imparando divertendoti. L’importante, però, è non perdere l’occasione, il tempo a disposizione è tanto ma il 3 giugno scadrà il termone d’iscrizione per Nuovi Talenti per l’Europa 2013.

 

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Ue Europe Alla Ricerca di una nuova Europa Rai Riparte Nuovi Talenti per l'Europa

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Scambi di Culture

L’Anno Culturale Ungheria-Italia 2013 si svolgerà nel segno della cultura italiana in Ungheria e di quella ungherese in Italia. L’obiettivo dell’Anno Culturale ideato e promosso dai rispettivi Ministeri degli Affari Esteri, in collaborazione con il Ministero delle Risorse Umane d’Ungheria, l’Ambasciata d’Ungheria in Roma, Ambasciata d’Italia a Budapest, l’Accademia d’Ungheria in Roma e l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest è quello di sottolineare e rafforzare i rapporti tra i nostri paesi nei diversi settori della cultura, della scienza, della gastronomia, del turismo e della diplomazia.

Le ragioni di un’iniziativa culturale tra l’Ungheria e l’Italia trovano una loro interpretazione all’interno del panorama dell’Europa unita e dei diversi rapporti culturali tra i vari stati. La conoscenza reciproca fra questi ultimi, infatti, è indispensabile, così come la conservazione del patrimonio nazionale, non solo come “memoria”, ma anche e soprattutto come “valore attuale”.

L’Ungheria già in passato ha avuto uno stretto legame con l’Italia. Si pensi, solo a titolo d’esempio, alla presenza italiana alla corte di Mattia Corvino, agli intensi rapporti culturali tra i due paesi nel periodo umanistico-rinascimentale, alle figure di Lajos Kossuth,

dei garibaldini ungheresi Tüköry e Türr nel periodo risorgimentale, per passare poi nell’ambito musicale ottocentesco, a Ferenc Liszt; alla fortuna della letteratura ungherese in Italia con l’ondata di traduzioni di opere di Ferenc Molnár, Sándor Márai, Péter Esterházy, Dezső Kosztolányi, Géza Csáth, o ai film dei noti registi István Szabó, Miklós Jancsó, Béla Tarr, István Gaál, per arrivare ai giorni nostri, in ambito accademico, all’insegnamento della lingua ungherese in Italia e a quella italiana in Ungheria, alle ricerche di ungarologia e d’italianistica, agli scambi universitari.

Considerati questi brevi accenni ai legami bilaterali ultrasecolari tra l’Ungheria e l’Italia, appare evidente come il programma dell’Anno Culturale tragga origine dalla storia comune dei due paesi. Proprio per questo lo slogan dell’Anno Culturale è Incontri – Találkozások. Incontri che si svolgeranno sia nella realtà che nel mondo virtuale, quest’ultimo reso possibile dalla realizzazione di un sito internet che includerà tutti gli eventi dell’Anno Culturale con le immagini e i video relativi.

L’altra parola chiave dell’Anno Culturale è la Creatività intesa come veicolo della promozione della cultura.

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SPAZI WEB DELL’ANNO CULTURALE UNGHERIA-ITALIA 2013

Evento Anno Culturale Ungheria-Italia 2013http://www.mfa.gov.hu/kulkepviselet/IT/it/

http://www.italiaungheria.it

http://www.italiaungheria.eu

http://roma.balassiintezet.hu/roma

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