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Tra faggeti e grotte la natura dell’arte

A partire dai caratteri fondamentali della storia e della morfologia dei luoghi – che ne fanno un “bene culturale” specifico, sia dal punto di vista territoriale, in tutte le sue articolazioni, che da quello memoriale – il Progetto “SIMBIOSI” – OpenArt tra natura e storia, si configura come un progetto che intende intervenire sugli spazi esterni del Rifugio di Pietraporciana per realizzare, nel corso di alcuni anni, la costituzione di un Parco d’arte ambientale in progress, aperto alla libera fruizione dei visitatori.

Peculiarità del progetto e della sua realizzazione è il rapporto di collaborazione degli artisti con i gestori della Riserva di Pietraporciana, finalizzato alla progettazione e installazione di lavori in situ, realizzati con materiali naturali e ispirati ad uno dei temi che alimentano il genius loci, che vanno dalla persistenza di ere geologiche remote (come nella faggeta) alle vicende storiche più recenti (la proprietà Origo, la guerra partigiana), passando, attraverso la storia del paesaggio agrario, fino al tema attuale dell’accoglienza e dell’educazione ambientale ed ecosostenibile, che è al tempo stesso, educazione alla cittadinanza, attraverso la bellezza e la libertà.

Accanto agli interventi d’arte ambientale, il Progetto si avvarrà, per ogni edizione, dell’apporto di opere – dipinti, disegni, fotografie, video, sculture, installazioni – da collocare temporaneamente negli spazi chiusi e aperti del Rifugio Pietraporciana, nonché di performance di artisti attinenti il tema.

Interventi di:
Archidoro (Fausto Ottolini e Tazio Angelini); Artivatore Francesco Saverio Teruzzi.

Sabrina Baldoni; Claudia Bellocchi; Carlotta Bertelli; Alessio Biagiotti; Michiel Blumenthal; Alessandra Bonoli; “Bâtons sacrés”, in collaborazione e a cura di Studio A87: Marcello Baraghini, Mario Consiglio, Emanuele De Donno, Danilo Fiorucci, Benedetta Galli, Jeffrey Isaac, Karpuseeler & Roberta Meccoli, Robert Lang, Barbara & Luigi Novelli, Luca Pucci, Umberto Raponi, Franco Troiani; Paola Caso; Francesco Chiantese; Davor Ciglar; Luce Delhove; Manfredo Deva; Paolo Fabiani; Pino Genovese; Silvana Leonardi; Laura Leone; Francesco Melone; Massimo Napoli; Elsa Paglietti; Graziella Reggio; Giuseppe Rellini; Sandford&Gosti; Alberto Timossi; “Terzo Paradiso” progetto artistico di Michelangelo Pistoletto / Cittadellarte-Fondazione Pistoletto

Il Catalogo sarà presentato Domenica 27 Settembre 2015, in occasione della chiusura della Prima Edizione.

Promosso dal Circolo Legambiente Chianciano in collaborazione con la Coop. “ALMA GEA”, il Progetto denominato “Simbiosi” – OpenArt tra natura e storia” intende contribuire a diffondere – attraverso la costituzione di uno “spazio aperto d’arte ambientale”, sul modello di altre esperienze già avviate in Italia e all’estero – la conoscenza e la frequentazione della Riserva Naturale di Pietraporciana presso un destinatario, italiano e straniero, attento ai valori naturalistici, paesaggistici e storici di un contesto ambientale speciale, qual è quello costituito dalla Riserva Naturale.

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Mostre Simbiosi Riserva naturale di Pietraporciana grotta

SIMBIOSI:
OpenArt tra natura e storia
Dal 19 luglio al 27 settembre 2015

Riserva naturale di Pietraporciana a Sarteano (Siena)

da un’idea di Ivan Russo
a cura di Anna Cochetti e Linda Coppi
con un testo di Rita Olivieri

Informazioni:
334/8161795

pietraporciana@gmail.com

http://www.abiesalba.com/podere-di-pietraporciana-2/

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Nei secoli fedele…..all’arte

Sin dal 1969 l’Arma dei Carabinieri costituì un Nucleo Tutela Patrimonio Artistico per contrastare i furti e le illecite esportazioni di beni artistici; furono conseguiti immediatamente lusinghieri risultati al punto che nel 1971 fu creato il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale articolato su un comando insediato in un grazioso palazzetto settecentesco, del Raguzzini, nei “Burrò” in Piazza Sant’Ignazio e tredici nuclei dislocati nel territorio nazionale. Comando e Nuclei collaborano con le Soprintendenze e le altre Forze di Polizia italiane ed estere per fornire la massima tutela al patrimonio artistico ed evitare i furti in musei, edifici religiosi, dimore private, impedire le illecite esportazioni e sorvegliare siti archeologici per prevenire deleteri scavi clandestini. Il Comando si è dotato di un archivio di cinque milioni di documenti relativi a beni artistici, di cui un milione rubati; si tratta della più importante ed aggiornata banca dati al mondo al punto che sovente Polizie di altri stati vi si rivolgono per ricerche e informazioni, inoltre il personale del Comando svolge spesso interventi in altre nazioni ed organizza corsi di formazione e aggiornamento per Polizie estere.

Il grande archivio permette spesso di recuperare opere d’arte finite all’estero, il tutto integrato da sorveglianza su aste e mercato antiquario.

Per gratificare il lavoro svolto dal Comando si sono tenute mostre che hanno esposto i recuperi effettuati, attualmente al Quirinale, dopo due precedenti rassegne nel 2007 e nel 2013, è ospitata una grande mostra di un centinaio di opere d’arte frutto del lavoro degli ultimi anni. Si tratta di vasi, marmi, dipinti che coprono un periodo che va dal VI secolo a.C. al ‘700, vengono da musei, chiese, case private ed in molti casi da scavi clandestini.

La mostra si svolge attraverso quattro sale, due delle quali facenti parte dell’antica Galleria di Alessandro VII affrescata da Pietro da Cortona e recentemente riscoperta sotto pitture di primo ‘800. Nelle Sale degli Scrigni, di Ercole e degli Ambasciatori sono esposti numerosi vasi attici o di imitazione d’epoca a figure nere o rosse, in molti casi opera di noti maestri vasai, una vetrina contiene monete argentee dell’ XI secolo, altre il “Tesoro di Loreto”, raccolta di vasellame sacro barocco in metalli preziosi e corallo rubato molti anni fa in un convento altoatesino. Diversi sono i dipinti, da un piccolo trittico medioevale ad una Santa Caterina e San Ludovico di Tolosa del ‘400, da sei deliziosi quadretti di scuola romana del ‘700 con vedute cittadine, molte delle quali non più esistenti, di proprietà della Diocesi di Montefiascone ad un quadretto, olio su rame, con un ardito incontro amoroso tra Leda e Giove sotto l’aspetto di un cigno, opera cinquecentesca di Lelio Orsi; il quadro più recente è una grande veduta romana del Panini recuperata attraverso vicende rimaste segrete.

L’ultima sala, di Augusto, contiene una interessantissima recente scoperta; pochi anni fa alla periferia di Perugia, in occasione dello scavo delle fondamenta di un edificio, fu scoperta una tomba ipogea etrusca contenente 23 deposizioni databili tra la fine del IV secolo e l’inizio del I a.C.: gli scopritori tentarono di rubare urne e corredo che però sono stati recuperati dai Carabinieri. Purtroppo è stato comunque fatto un gran danno in quanto il ritrovamento del sito come era originariamente avrebbe permesso studi e ricerche molto più accurati. I reperti sono un coperchio della più antica deposizione ad inumazione e 22 urne sepolcrali della illustre famiglia etrusca dei Cacni, già nota per altri ritrovamenti; sono generalmente in travertino, alcune semplici o con minima decorazione, altre invece riccamente coperte di bassorilievi per lo più con immagini tratte da episodi della mitologia greca attestante lo stretto contatto tra il mondo etrusco e quello greco.

Tre urne riportano il mito di Ifigenia, altre quello di Enomao e Pelope, dei Sette contro Tebe, di Atamante ed anche una Centauromachia, sono esposti anche resti del corredo, un elmo ed altri oggetti in bronzo e poi vasetti, bicchieri e ciotole miniaturizzati. Le opere in mostra, indubbiamente interessanti, valgono non soltanto per il loro valore intrinseco ma per il fatto che sono il simbolo di una tenace battaglia dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Artistico per salvare il nostro passato e la memoria dei tanti secoli trascorsi.

La mostra è stata organizzata dall’associazione Civita in concorso con il Ministero ed il Comando Carabinieri.

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06 Mostre Carabinieri CulturaSenza nome 1 20140121_etruschi_carabinieriLA MEMORIA RITROVATA

Tesori recuperati dall’Arma dei Carabinieri

Dal 23 gennaio al 16 marzo 2014

Roma

Palazzo del Quirinale

da martedì a sabato dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,30 alle 18,30

ingresso gratuito

domenica dalle 8,30 alle 12,00

Euro 5 con visita al Palazzo

Informazioni:

http://www.quirinale.it

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Transiti di forme

Nella basilica di santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma è possibile ammirare fino al 12 gennaio 2014, il Presepe alluminato di Carlo Lorenzetti; l’opera, del 1998, è accompagnata da una nota critica di Giuseppe Appella.

Alluminato s’intende d’alluminio ma tant’è: la parola ne evoca un’altra e immaginiamo la luce, l’oggetto plastico illuminato.

E il presepe affollato di segni-personaggi vive di strani bagliori, di lame sfolgoranti di luce captata dall’ambiente peraltro vastissimo e cangiante delle antiche aule termali. Si tratta di lamine sottili di metallo che accennano attraverso una piega, una ruga, una leggera enfasi concava, attraverso, dunque, un’espressione, i personaggi del presepe. Maria, Giuseppe, i Magi. Sagome come di una carta leggera di cui si sente con un brivido il taglio, stanno in un circolo avvolgente di luce e ombra, disposte su un velo di sabbia che convoglia la luce verso il metallo.

Curioso presepe questo di Lorenzetti, non ha peso o fissità, si svolge davanti a noi, con forme che sembrano lingue febbrili, figure come di miraggio, che acquistano volumi improvvisi che poi perdono, l’alluminio è materia fatta leggera, sonora.  Tutte riconoscibilissime le figure attraverso un taglio, una piega, uno sbalzo, così Maria è una sagoma concava nel cui grembo si raccoglie un’ombra da cui un momento prima si è staccata la lamina appena spiegata del bambino, verso il quale inclinano i magi, gli animali, Giuseppe dal gesto deciso, il dormiente alleggerito nel sonno della sua forma, l’uomo che scruta le stelle assorbito nel vortice cosmico della distanza. Come in un movimento centripeto tutto però sembra concorrere attorno al gesto allarmato del distacco dal grembo, della caduta nel teatro circolare, di una forma minima, un sussulto, una piega di luce, una apparizione fugace.

Solo l’Angelo guida la traiettoria di luce verso l’alto e la coda immensa della cometa la assorbe e devia. Lamine di metallo che mantengono intatto il gesto che le ha intagliate, un gesto che accenna e non descrive, un gesto sintetico.

Abbiamo il caso straordinario di una plastica cui è stato sottratto il volume, la terza dimensione è aria, aria raccolta e addensata nei vuoti di superfici concave e convesse cosicché questo presepe sembra farsi, accadere nel momento stesso in cui si guarda, suggerisce movimenti, coaguli, transiti di forme.

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06 Mostre Carlo Lorenzetti Presepe 1PRESEPE ALLUMINATO

di Carlo Lorenzetti

fino al 12 gennaio 2014

Roma

Basilica S. Maria degli Angeli e dei Martiri

piazza della Repubblica Roma

Via Cernaia 9

Tel. 06/4880812

http://www.santamariadegliangeliroma.it/

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06 Mostre Carlo Lorenzetti Presepe 2

 

Un autodidatta che ha studiato

Ho scritto altre volte come sia importante l’onestà intellettuale in ognuno di noi. Questa ‘onestà’ si riferisce, chiaramente, anche al mondo della Cultura e, nella fattispecie, dell’Arte.

Questo piccolo preambolo mi serve per presentare un autodidatta che ha studiato. E lo studio, e l’applicazione, e l’impegno di Giovanni Bonfiglio, ingegnere di Genova, sono stati accolti con estrema onestà intellettuale. Onestà intellettuale che spesso vedo venire meno proprio da chi (invece) gli studi, quelli professionali, li ha fatti e comunque è arrivato ad essere considerato l’Artista storicizzato.

Vedi chi ha esposto L.O.V.E., scultura monumentale, che raffigura una mano con tutte le dita mozzate eccetto il dito medio, o quanti hanno esposto ed espongono regolarmente senza soluzione di continuità nelle Biennali d’Arte di Venezia opere francamente discutibili. Per carità, qualcosa si salva in queste esposizioni, ma è veramente ben poco. Vengo subito all’onesto Pittore che ha esposto a dicembre 2013 nello spazio culturale Muef Artstudio a Roma.

Una pittura fresca, a volte materica, una pittura di chi crede ancora in questo meraviglioso “mestiere”: quello del Pittore. Un po’ meno convincente (anche se il Bonfiglio predilige questa tecnica) è quando si cimenta nei pastelli. Nel mio molto piccolo sapere mi sono permesso di consigliargli, per l’appunto, di approfondire lo studio dei pastelli.

La mostra è ormai finita, Giovanni Bonfiglio ne farà, forse, una a Savona. Ma se vi capita di sentire questo nome, andate a vedere e anche voi vi accorgerete della sincerità d’intenti di questo Pittore autodidatta.

Complimenti al Pittore.

06 Riflessioni Un autodidatta che ha studiato Passioni giovanili

Icone e Feticci

Ci giunge notizia che a New York folle quasi in preda ad affannosa isteria corrono, letteralmente corrono ad ammirare la Ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer. (Ricordate? Se ne fece tempo fa anche un film tipo pasticcio sentimentale: soldi buttati via per una storia assurda!). Va bene. Qual’è la novità? Ma non è una novità. Stesso fenomeno (bombardamento mediatico, file e attese ultrachilometriche) lo abbiamo avuto per altre “star”, che fossero i Bronzi di Riace, la Dama con l’ermellino di Leonardo o i Girasoli di van Gogh, per non parlare dell’ eterna, maniacale fissazione per la irridente Gioconda! Fenomeno che ci parla chiaramente dell’attrazione quasi folle che le masse hanno per “l’Icona”, la sacrale Immagine che in sé racchiude pulsioni, desideri, delizioso sgomento per una magica, unica apparizione che prepotentemente ci magnetizza. Non ci interessa il contesto, la somma e l’approfondimento, l’evoluzione estetica e l’analisi del percorso creativo.

Vogliamo solo lei: la primadonna, la protagonista che abbiamo eletto a punto di riferimento assoluto, enigmatico, affascinante “buco nero” in cui si riversano intelligenze, curiosità, stupori. Non abbiamo tempo né voglia (e forse neanche capacità) di interessarci ad altro che non sia l’Immagine che abbiamo eretto a Totem, a Feticcio sacrale e riassuntivo delle nostre manie e fobie. Intorno all’Icona prescelta intoniamo nenie e cortei quasi trovassimo in essa risposte a oscuri disagi e a incertezze identitarie che imperversano sulle nostre folle contemporanee, sempre più povere di autentiche capacità percettive, di scelte e di libertà profonde e motivate.

I soliti stregoni ci imbastiscono la Stella santificata di turno ordinandoci oceaniche genuflessioni. A questo punto la critica artistica come l’effettiva qualità dell’opera in questione conta poco e qualsiasi contraddizione suonerebbe sacrilegio! Quel che conta è correre ed essere lì, aspettando il nostro turno di baciare il Sacro piede e di imbastire una specie di muta preghiera, di essere esorcizzati nel rituale di comune adorazione. Non è forse così anche in altri ambiti? Nello sport non è quel tale campione da cui solo ci aspettiamo miracolosi interventi? Non è quella star nel cinema, morta o vivente che sia, in cui riversiamo sogni e pretese di redenzione? Nella stessa politica non siamo sempre all’affannosa ricerca del Leader carismatico, del Grande Padre o Fratello che poi tante follie e tragedie collettive ha sempre provocato?..

La libertà costa cara: costa fatica, studio, solitudine, incomprensione. Poter capire e scegliere è raro privilegio, rara medaglia che pochi possono appuntarsi al bavero. E’ molto più comodo accodarsi e farsi trascinare nell’orgia della stupefazione ammirativa per la Sacra Immagine di turno: misteriosa Fanciulla, prega per noi!

 06 Riflessioni Arte ICONE E FETICCI Ragazza con l’orecchino di perla Fig1