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Videogame Isonzo

Mi è stato segnalato un wargame elettronico che ci riguarda da vicino. Le case di produzione M2H e Blackmill Games, ben note nel settore dei videogame di guerra a livello internazionale, hanno rivelato la prossima uscita del nuovo titolo lavorando con una visione condivisa: come leggiamo su multiplayer.it, hanno iniziato a collaborare per Verdun, il capostipite della serie WW1. Verdun ha dato il via agli scontri ravvicinati con la guerra di trincea, Tannenberg (fronte orientale) ha poi ampliato l’esperienza con la guerra di manovra in Russia. Adesso arriva Isonzo e ci ritroviamo a combattere sia in alta quota sulle Alpi che lungo la valle dell’Isonzo, sulle pietraie del Carso e per le strade di Gorizia. Per ora è disponibile il trailer (1). Sull’Isonzo sono state combattute 12 battaglie (contando Caporetto) una più sanguinosa dell’altra e i libri scritti in argomento ormai riempiono lo scaffale di una biblioteca. Da parte mia tre anni fa ho voluto ripercorrere tutta la valle dell’Isonzo, vedere Caporetto e uscire da Gorizia: volevo vedere sul terreno quanto avevo studiato sulla carta. Mio nonno aveva combattuto anche da quelle parti come artigliere e sulla base dei suoi diari di guerra sono riuscito anche a identificare i luoghi dove stavano in batteria i suoi cannoni. Mio nonno mi  raccontava sempre le sue storie e trovava in me un ascoltatore attento.

Proprio per questo mi lascia perplesso l’Isonzo ridotto a videogame. Almeno guardando il trailer, le ricostruzioni sono accurate e quasi tutte attendibili: armi, uniformi, ambientazioni storiche, luoghi delle battaglie. Dico quasi perché, p.es., i fanti che nel 1917 attaccano il ponte di Solcano (oggi Solkan, in Slovenia) non hanno l’elmetto (come fossimo ancora nel 1915) e in più il numero di reggimento (82° “Torino”) è sballato: quel reparto stava ad Asiago e comunque in Trentino. Lo so, sono finezze, ma per me hanno un senso. Come pure posso discutere sull’aspetto atletico di tutti i soldati, sia italiani che austro-ungarici, mentre basta vedere le foto dell’epoca per leggere nel corpo e negli occhi del soldato quelli del contadino mandato al fronte. Qui invece sembrano tutti Marines, e del resto i movimenti sul terreno, gli agguati, le tattiche sono più o meno in linea con Ghost Recon. Se poi qualche insegnante volesse proporre “Isonzo” a scuola per far capire agli studenti la realtà della prima Guerra Mondiale, sappia che è come insegnare il sesso proiettando un film porno: avrai della realtà un’immagine stereotipata e incompleta. Mio nonno non raccontava tanto dei combattimenti, ma delle lunghe e snervanti attese – giorni, settimane – aspettando che qualcuno attaccasse o desse ordini chiari. Parlava dei commilitoni con cui divideva alloggio, rancio e vita spartana. Retorica a parte, la guerra non può essere ridotta a una serie di combattimenti, altrimenti potrebbe persino risultare attraente.

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Isonzo (Follow-Up to WW1: Verdun) – Official Announcement Trailer

  1. https://www.youtube.com/watch?v=EmGtkGWF668

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